orefice bologna
veronesi ferdinando gioielli bologna

Ferdinando Veronesi, orefice, figlio del maestro orafo Raffaele Veronesi, inizia l'attività commerciale il 16 maggio 1893, festa di S. Ubaldo, a Bologna in via Orefici.

Subentra nella ditta già esistente nota come "all'Insegna del Moro”, secondo l'uso del tempo di adottare, per distinguere le diverse attività, una determinata insegna riconoscibile anche da chi non sapesse leggere.
Dal 1893 al 1900 gestisce anche un'altra bottega di orefice "all'insegna della Botte”.

Dopo un breve periodo in cui il negozio si era trasferito sotto il portico del Palazzo del Podestà, accanto all'allora “Banco Cavazza” il 15 aprile 1922, Sabato Santo, viene inaugurata l'attuale sede di piazza Maggiore (già piazza Vittorio Emanuele II) , all'angolo con via Clavature (già via Piave), con accesso e vetrine sotto i portici (Logge del Pavaglione) di “Palazzo de' Banchi”. Tale palazzo è attribuito al sommo architetto Giacomo Barozzi da Vignola, autore tra l'altro del celebrato libro “Cinque ordini architettonici”. Si tratta di una posizione eccezionalmente bella, all'angolo Sud-Est della piazza Maggiore, una della più belle d'Italia.

La visuale da quell'angolo è incantevole: si scorgono la facciata della monumentale Basilica di San Petronio con la sua non meno monumentale scalea di 9 gradini, il palazzo dei Notai, il palazzo comunale con la sua torre dell'orologio proprio di fronte al negozio e il palazzo del Podestà da cui spunta la torre dell'Arengo.
Il maestoso negozio è rinato da un riadattamento monumentale eseguito a regola d'arte da un artista, bravo esecutore nell'arte muraria, il capomastro Alfonso Baldi .
Nel frattempo si erano aggiunti i figli di Ferdinando per contribuire al successo della ditta creando la società Ferdinando Veronesi e Figli.

Nel 1932 la Ferdinando Veronesi e Figli, per prima in Emilia e Romagna, inizia la commercializzazione degli orologi Rolex. La Ditta Ginevrina in quegli anni inizia a iporsi anche in Italia grazie all'eleganza dei suoi orologi da polso, all'innovazione tecnica dell'orologio da polso impermeabile(1926) e automatico (1931), all'abilità nel marketing del suo fondatore Hans Wilsdorf e al lavoro di promozione dei suoi concessionari.


Nei primi anni trenta viene aperta una succursale al n.1 di via Rizzoli.
Nel 1936, il Re concede alla ditta “Ferdinando Veronesi e Figli” il privilegio di apporre lo stemma Reale sulle insegne dei suoi negozi.


Pochi anni dopo, nel 1939, la Ferdinando Veronesi e Figli ottiene la concessione degli orologi della Patek Philippe di Ginevra, proprio nell'anno in cui la prestigiosa manifattura festeggia i suoi primi 100 anni.

La gioielleria dovrà poi affrontare disavventure legate alla guerra e le conseguenze che questa comporta: nel 1946 Arrigo viene ucciso in una rapina effettuata da due disertori polacchi travestiti da ufficiali. Lascia un figlio, nato postumo, che viene chiamato Arrigo in onore del padre.

Di lì a poco viene invitato ad intervenire nell'attività il figlio di Torquato, Carlo, che continua così la tradizione, aiutato più tardi dal giovane cugino Arrigo - detto Ninni- che una volta maggiorenne entra nella società, rimanendovi fino al 1985.

I figli di Carlo, Marco e Paolo, a loro volta seguiranno le orme occupandosi della Ditta di famiglia.

E' infatti oggi, proprio sotto questa sapiente guida dei pronipoti Marco e Paolo, che la Ferdinando Veronesi &Figli continua ad essere una rinomata gioielleria di Bologna, in cui eleganza e buon gusto sono all'ordine del giorno e le cui storiche vetrine mostrano i migliori brand di orologi e gioielli. Il negozio vanta una clientela affezionata composta per lo più dalle grandi famiglie bolognesi, che vi si affidano per le occasioni speciali.

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GIOIELLERIA FERDIANDO VERONESI
VIDEO GALLERY

Orologio patek 75' anniversario

Per festeggiare i settantacinque anni di collaborazione della Patek Philippe con la Ferdinando Veronesi & Figli,
Patek Philippe ha prodotto per i Sig.ri Paolo e Marco Veronesi un cronocrafo in oro bianco, in esemplare unico,
con il numero 75 evidenziato in rosso sul quadrante nella scala pulsometrica.

 

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